Foto Teleticino
Gabriele Gendotti, dopo essere uscito dal governo e dalla corsa alla presidenza del PLRT, parla delle sue scelte e delle sue prospettive per il partito in un’intervista del Caffè.
“Non c’è stata nessuna mano invisibile” racconta l’ex consigliere di Stato. “Ho deciso io di uscire dal governo sia per cercare nuove sfide, che per garantire un ricambio generazionale. E sono stato io a chiedere a Lepori, nella misura in cui ci fossero stati più candidati, di lasciarmi fuori, anche per evitare una contrapposizione con Giovanna Masoni. Si rischiava di rappresentare il vecchio".
E infatti è sul nuovo che punta tutto Gendotti. Riguardo ai tre candidati alla presidenza (Rocco Cattaneo, Michele Morisoli e Nicola Pini), che non hanno esperienze politiche di peso alle spalle, dichiara: “Tutti e tre hanno buone premesse di base. Hanno certamente delle lacune sulla conoscenza del partito e della politica, anche perchè nessuno di loro siede in Gran consiglio. Ma c'è spazio per recuperare"
Secondo l’ex consigliere di Stato il partito deve puntare sulle nuove generazioni. “Il partito ha una forza solida con una grande tradizione in Ticino, ma bisogna parlare ai giovani utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione. Su questo aspetto penso invece di essere un po' superato. Il PLRT ha bisogno di un presidente giovane che sappia trasmettere i nostri valori alle nuove generazioni".
E sui valori si sofferma in modo particolare: “Il nuovo presidente dovrà avere autorevolezza e la capacità di non farsi influenzare da tutti quei menatorroni che purtroppo ci sono ancora nel PLRT e che usano il partito per i loro affari".
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