TICINO | 28.06.2012 | 16:47
 
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"Ladri in casa mia"

Ad Avegno non solo 20 auto scassinate: "visitata" anche la casa del responsabile della sicurezza del FC Lugano

Adriano Meoli

Venti auto scassinate nella notte tra lunedì e martedì: un fatto inquietante in un paese solitamente tranquillo come Avegno.
Il giorno dopo si è scoperto che i ladri non si erano limitati a scassinare le auto: no, ci avevano provato anche con una casa. Forse due.

La testimonianza è quella di Adriano Meoli, responsabile della sicurezza del Football Club Lugano e già comandante di Polizia.
“Alla mattina mi alzo molto presto – racconta Meoli - attorno alle cinque e mezza. Anche martedì sono andato in giardino per prendere i lamponi e i ribes per la colazione. Ho subito visto che una porta-finestra di una camera che guarda verso il bosco era aperta. Ho pensato che fosse una dimenticanza di mia moglie”.

E invece?
“Invece quando mia moglie si è svegliata mi ha detto di essere sicura di aver chiuso la finestra. In quel momento non abbiamo dato troppo peso alla cosa”.

Poi però…
“Poi verso le 10 ho parlato con un vicino che mi raccontato quello che era successo durante la notte con le auto. A quel punto mi è sorto il dubbio che qualcosa fosse successo anche in casa mia e sono andato subito a vedere la camera”.

E cos’ha trovato?
“Materassi e coperte sottosopra, armadi aperti e un tentativo di forzatura di un mobile che era chiuso e che i ladri non sono riusciti ad aprire”.

A quel punto cosa le è venuto in mente?

“Mi sono ricordato che quello stesso vicino mi aveva detto di aver visto la sera prima un uomo vicino ad un’auto, che si stava mettendo un pullover e aveva uno zaino in spalla. Chissà che non fosse uno degli uomini che poi ha scassinato le auto e poi è entrato in casa mia…”.

E poi lei ha parlato anche con un’altra vicina, vero?
“Sì, in effetti una signora mi ha raccontato di aver sentito la sera precedente rumori di passi che arrivavano dalle scale di casa sua. Non ci aveva fatto però molto caso. Forse anche in quel caso si trattava di ladri. Chissà…”.

L.S.






 
 
 

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