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La scorsa estate il Municipio di Locarno aveva deciso di mettere a concorso la gestione dell’area. Il vincitore si sarebbe aggiudicato l’organizzazione dell’evento per i tre anni successivi.
È già allora qualche polemica c’era stata. A farsi avanti, comunque, due associazioni: Locarno Viva e la Viscontea. La prima si occupava della gestione della rotonda del festival già da una decina d’anni, mentre la seconda era lanciata verso un rinnovamento dell’offerta.
Alla fine a spuntarla era stata proprio Locarno Viva. Ma a quel punto la Viscontea si era messa di traverso e aveva inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato. E qui sono nati i problemi. Perché il ricorso ha effetto sospensivo. Che vuol dire che finché il Governo non si pronuncia in merito la decisione del Municipio è da considerarsi nulla. E la rotonda non va a nessuno.
Solo che ora, il tempo stringe. Così, anche se nessuno vuole dirlo a chiare lettere si vocifera che una rotonda sguarnita quest’anno sarà lo scenario più probabile.
“All’inizio”, ci racconta Bruno D’Addazio, membro di Locarno Viva “si era pensato ad investimenti rilevanti per rinnovare l’evento. Ma poi dopo il ricorso tutto è saltato. Nell’attesa abbiamo perso il treno con gli sponsor e siamo ad un terzo dei preparativi. Si figuri che ci mancano ancora metà espositori”.
La domanda a questo punto è legittima. Se il consiglio di stato dovesse esprimersi in tempi brevi, il festival avrà la sua rotonda? “Penso di sì,” risponde D’Addazio “ ma una cosa è certa. Questo progetto un bambino nato male”.
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