SPICCHI DI SPORT | 20.06.2012 | 16:03
 
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Uno sport da rifondare

di Mauro Antonini

Finalmente anche Sepp Blatter e Massimo Busacca si sono accorti che il calcio non può  più rinunciare alla tecnologia in campo. L'ennesima ingiustizia del gol validissimo non dato all'Ucraina contro l'Inghilterra ha riproposto il solito tran tran di dichiarazioni, prese di posizioni e "frasi ad effetto" in favore di un intervento della Fifa sulla delicata questione. Evviva! Forse qualcosa adesso si muoverà, forse da settembre in poi le cose cambieranno. Sarebbe ora, anche se aspettiamo la prossima riunione degli organi competenti prima di esultare. Pensate: negli ultimi dieci anni (i precedenti non li teniamo buoni per onor di patria) il corso dei tornei di calcio è stato pesantemente falsato più di una volta. I casi dell'Inghilterra ai Mondiali 2010, del Milan nell'ultimo campionato di Serie A (vedi rete di Muntari non convalidata contro la Juventus) e appunto quello della Ucraina a Euro 2012  sono soltanto la punta di un iceberg. Colpa di un calcio conservatore, incapace di cambiare, scarsamente innovatore e attento, quasi esclusivamente, al business. Un calcio sempre più in mano alle televisioni, ai manager, incuranti delle esigenze popolari, dei diritti sportivi dei clubs e delle Nazionali. Diego Maradona, fra tanti deliri e oscenità mediatiche, almeno una volta ha avuto ragione, quando accusò Blatter e la Fifa di curare solo la cassetta (vedi soldi) e di trascurare tutto il resto. La tecnologia in campo non è sola una necessità ma ùna sorta di risarcimento morale per coloro che hanno visto rovinare in pochi istanti un anno, due o forse quattro di lavoro. E adesso che anche i "fenomeni" sono d'accordo, beh, allora possiamo tirare un sospiro di sollievo...



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