All'indomani dal sì del Parlamento ai tre accordi fiscali con Germania, Regno Unito e Austria, la Gioventù socialista svizzera (GISO) ha deciso di lanciare un referendum. Ieri la stessa mossa era stata annunciata dall'Azione per una Svizzera neutrale ed indipendente (ASN).
La GISO mira, come del resto il Partito socialista svizzero (PS), ad uno scambio automatico delle informazioni: l'introduzione di una tassa per regolare i fondi neri depositati in Svizzera costituisce un impedimento a tale scambio, sottolinea la GISO in una nota.
Si vuole chiaramente tentare di ridurre la pressione sulla Svizzera, "per continuare ad attirare denaro non tassato da paesi economicamente e politicamente meno potenti", precisa il partito. Ciò non compromette solo il prestigio del paese, ma rende anche la nazione "ostaggio delle banche."
La GISO fonderà un comitato referendario e invita tutti gli interessati dell'area di sinistra ad unirsi ad esso. Il prossimo 23 giugno, in occasione dell'assemblea dei delegati del PS a Basilea, i giovani socialisti chiederanno che anche il partito principale aderisca al referendum.
ATS