Foto CdT
Dentro e fuori le mura è in pensione, per vari motivi, non ultimo per non pescare nei soliti argomenti di politica cittadina, così ripetitivi dal non fare più notizia.
Ma la valutazione sembra non corrispondere al vero perché il Brenno, a suo modo, pur essendo ripetitivo nel secondo matrimonio non lo è stato nell’organizzarlo e ci obbliga a riprendere, anche se spero, solo momentaneamente, la rubrica.
Siccome il suo privato l’ha fatto diventare pubblico, si può entrare nel merito di un evento, che istituzionale, malgrado lo dica lui, non lo è per niente.
Intanto le 150 persone invitate ci stanno anche all’Albergo Unione, al Ristorante Corona e a Spazio Aperto e pochi credono che Brenno volesse realmente festeggiare al Prisma; probabilmente lui aveva già deciso che il tempo sarebbe stato piovoso, nel senso che la variante B sarebbe stata comunque quella che lui voleva fortemente.
Perché? Difficile capire le motivazioni, forse elettorali, forse per un senso di potere (voglio, posso, comando), forse per semplice ambizione.
Naturalmente, e come al solito, lui dice d’aver avvisato i colleghi; i colleghi dicono il contrario. La colpa è della Cancelleria che avrebbe dovuto negare l’autorizzazione; la Cancelleria fa parte dell’Amministrazione generale il cui responsabile è il Sindaco. Non vorrei essere al posto del dipendente che deve contrastare il Sindaco in una decisione cosi importante della sua vita famigliare.
Ma veniamo ai fatti. Se le foto che ho visto sono vere l’autorizzazione sarebbe dovuta avvenire almeno con una domanda di costruzione, forse una notifica, del tipo dei capannoni di carnevale. I locali sono stati distolti dal loro uso quotidiano con istallata cucina e accessori vari, l’allacciamento acqua ed elettricità, servizi igienici sicuramente insufficienti quelli a disposizione, volume della musica, perizia sulla Polizia del fuoco e forse altro.
Una scusa d’autorizzazione urgente non può entrare in considerazione, perché il piano B c’era e si sarebbe potuto chiedere un’autorizzazione preventiva.
Il personale. Il Comune avrebbe dovuto, come spero ha fatto, mettere a disposizione solo il personale tecnico per la consegna dei locali, la verifiche di danni e altro e la successiva riconsegna. Il fatto di pagare i costi del personale comunale sono insignificanti rispetto all’assenza del personale stesso per i compiti a cui è usualmente demandato.
Insomma niente di politicamente corretto, ma piuttosto la sensazione di un mobbing su colleghi, dipendenti e cittadini. A questo punto non bastano le interpellanze in consiglio comunale. Il Sindaco per sanare questa delicata situazione pubblica, al suo ritorno dalla luna di miele, dovrebbe presentare ai cittadini il dettaglio dei costi, a lui fatturati e pagati, che riguardano l’amministrazione comunale e le aziende municipalizzate.
Sarebbe l’occasione per dire “ho esagerato, ho probabilmente fatto un uso fuori contesto dei locali istituzionali della Città (Municipio, Consiglio comunale, Sala patriziale), ma ora ho pagato e lasciatemi terminare la legislatura.” Auguri agli sposi, ma non al Sindaco per una prossima rielezione, che proprio a questo punto sarebbe esagerata.
Dario Zanetti
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