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Circolano in Libia voci circa la morte di Khamis Gheddafi, figlio del colonnello Muammar, che sarebbe deceduto ieri a Tripoli. Secondo quanto ha annunciato il sito dell'opposikzione libica Al-Manara, Khamis sarebbe morto per le ferite riportate nei giorni scorsi, quando un pilota dell'aviazione libica passato con l'opposizione avrebbe aperto il fuoco contro di lui nei pressi della caserma di Bab al-Aziziya, nel centro di Tripoli. La notizia non è stata ancora confermata, ma sta già facendo il giro dei media arabi. Khamis Gheddafi era a capo di una delle brigate del regime impegnate a combattere contro gli insorti. Sesto dei figli del colonnello, aveva il grado di capitano dell'esercito ed era responsabile del reclutamento e dell'addestramento dei soldati mercenari africani.
Distrutta una parte del bunker del Raìs
Una fonte della coalizione militare in azione contro la Libia ha confermato che il complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza di Muammar Gheddafi, è stato l'obiettivo di un raid aereo domenica sera. Lo riferisce la Cnn. Stando alla stessa fonte anonima, il complesso è stato bersagliato dalle forze alleate in quanto si ritiene che dal suo interno si eserciti il comando e il controllo sulle forze libiche e che è proprio ridurre il potenziale militare delle forze fedeli a Gheddafi lo scopo dell'intervento della coalizione, si legge sul sito della Cnn. Ieri in serata alcuni giornalisti stranieri erano stati portati sul posto dove avevano constatato i segni di distruzione sull'edificio e un portavoce del governo di Tripoli aveva spiegato che l'edificio era adibito a funzioni amministrative.
Gheddafi "non è nella lista dei bersagli della coalizione"
Intanto, per bocca dell'ammiraglio William Gortney, il Pentagono ha fatto sapere che Gheddafi "non è nella lista dei bersagli della coalizione". E' una fonte della stessa coalizione che lo ha ribadito.
Casa Bianca: le critiche della Lega araba non giustificate
Le critiche rivolte alla coalizione internazionale messa in piedi perché la Libia rispetti le risoluzioni dell'Onu dal segretario generale della Lega Araba Amr Mussa sono state seccamente respinte dal consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Tom Donilon. In un incontro con la stampa a Rio de Janeiro, Donilon, che non ha parlato direttamente con Mussa, ipotizza che il segretario generale si sia basato esclusivamente su “rapporti indiretti” quando ha affermato che il mandato Onu non è stato rispettato dalla coalizione e che nel mirino ci siano state anche le popolazioni civili. “Noi abbiamo parlato con i responsabili del Consiglio Nazionale Libico”, uno dei principali movimenti di opposizione”, secondo i quali gli obiettivi della risoluzione Onu, ciò proteggere la popolazione civile, sono stati rispettati appieno.
Unhcr: oltre 3.800 libici fuggiti in Egitto
Oltre 3.800 rifugiati hanno attraversato il confine tra la Libia e l'Egitto soltanto ieri, il 70% in più dei giorni scorsi. Lo riferisce l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati, secondo quanto riportato dalla Bbc sul suo sito. Un portavoce dell'Unhcr ha detto che membri dell'organizzazione al confine hanno visto libici passare la notte nelle loro macchine e poi tornare in Libia la mattina questa mattina.
Portavoce insorti a al Jazira: 8 mila i nostri morti
Dall'inizio della ribellione contro il regime di Muammar Gheddafi, sono stati uccisi 8 mila libici che hanno aderito alla rivolta. Lo ha detto all'emittente panaraba Al Jazira il portavoce degli insorti, Abdel Hafiz Ghoga. “I nostri martiri sono stati più di ottomila”, ha affermato.
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