Buongiorno, buongiorno, buongiorno!
L'attesa è trepidante. L'11 giugno è vicino ed i Mondiali di calcio sono ormai alle porte. Il mondo del giornalismo sportivo si sta muovendo verso il Sud Africa, come uno stormo di uccelli migratori.
Il pubblico maschile già pregusta il piacere di immersioni totali nella visione del calcio mondiale. Il maschio appassionato riscopre il suo essere sociale, tornando ad apprezzare il piacere di una o più partite, viste in compagnia.
L'evento sportivo favorisce la coesione tra individui, esalta il potenziale allenatore che alberga nascostamente in ogni tifoso, amplifica le manifestazioni d'amore per la squadra del cuore.
Fortunato è l'uomo che ha vicino a sé una compagna capace di condividere con lui la passione per il pallone. Non si tratta di semplice amore, ma di affinità elettiva.
Il problema si pone invece per la restante parte della popolazione femminile, priva di qualsiasi interesse per la competizione. Ogni escamotage è utile ai fini della sopravvivenza: buttarsi nella lettura, esigere televisori separati, riscoprire il piacere di stare con le amiche, rispolverare attività manuali come cucito, ricamo, lavoro ai ferri e quant'altro possa contribuire a creare un efficace diversivo.
L'uomo sportivo dimostra di possedere, in occasione dei Mondiali, un altissimo livello di attenzione e di concentrazione. Difficilmente può essere distratto. Davanti ad una partita di calcio non si conoscono disturbi dell'attenzione. Questo è il momento cruciale!
Se l'attenzione è concentrata sui 22 uomini in campo che si contendono un pallone, la soglia di resistenza abituale sarà bassissima. E' la situazione ideale per chiedere e per non sentire un "no" come risposta.
Le figlie possono chiedere di uscire con il proprio ragazzo in un giorno che non sia il sabato, fidanzate e mogli possono uscire a cuor leggero con le amiche, senza dover aspettare la Festa delle Donne o la cena aziendale.
Più problematico chiedere un regalo impegnativo o una promessa di matrimonio. Un "sì" detto distrattamente, tra un calcio di punizione e un rigore, è sempre seguito da un ritorno alla realtà dopo il 90° minuto e i tempi di recupero. E' come il risveglio da un'anestesia. Prima o poi, il pieno possesso delle facoltà ritorna!
Meditiamo ...
patrizia.speroni@r3i.ch
>>> Blogga l'articolo